Parma in bici
Parma in bici, percorso per punti di aggregazione sociale tra i vari quartieri di Parma: come è andata
Domenica 21 settembre fine della SEM 2025 alla gita di Parma in bici

eravamo 28 tra soci e non soci (9). Dopo il saluto dell’assessora alla partecipazione e alla Pace, Daria Jacopozzi,

abbiamo cominciato il nostro percorso con la prima visita alla Picasso Food Forest, guidati da Francesca Riolo la quale ci ha detto che il meraviglioso parco di biodiversità è messo in parte in discussione dalla costruzione di una rotonda e un nuovo asse viario secondario per alleggerire un certo traffico di transito. Ora questo luogo è preservato dalle cure amorevoli dei residenti e i risultati si vedono. Perché continuare a erodere parti così importanti a favore dell’ennesimo problema di traffico? Non è forse giunta l’ora di mettere in secondo piano i problemi di traffico e rimettere in primo piano ciò che Madre Natura riesce a fare sempre più con difficoltà?

Ad esempio, si vuole fare una rotonda con doppio anello ciclabile: doppio anello ciclabile?!? Ma a Barriera Repubblica c’è forse qualcosa del genere? Di corsie ciclabili in una rotonda ne basta UNA: quella che va in senso antiorario! Come del resto UNA corsia deve essere riservata al traffico veicolare. La rotonda avrebbe così dimensioni più ridotte e meno impattanti.
Parcheggiate le bici, ci siamo addentrati nella Picasso Food Forest, guidati da Francesca fino al laghetto che è una rara restituzione di una zona umida alle tante distrutte in questo Paese dalle varie campagne di bonifica. Proseguiamo verso Via Ximenes e costeggiamo il parco Area Verde di Via Pascal; attraversiamo la Via Emilia Est e imbocchiamo la ciclabile di Via Cicerone, per arrivare al Parco delle Lavandaie. Agli Orti Sociali Giancarlo ci racconta la sua esperienza: quante cose si imparano negli orti e negli anni (saperi consolidati e regole sedimentate! Oggi più che mai siamo tutti socratici: sappiamo di non sapere)!

Siamo partiti dal quartiere Cittadella, siamo andati verso il Lubiana, San Lazzaro e attraversando il Parco Renzo Martini, Parco Falcone Borsellino e il Parco del 1° Maggio, approdiamo al San Leonardo in uno dei suoi punti di aggregazione sociale. Rita R. ci spiega infatti, che la chiesa di San Bernardo degli Uberti, è il punto di partenza dei percorsi degli Urban Trail Parma o Cammino delle Sette Chiese, organizzati da Manifesto per San Leonardo associazione di quartiere , che cerca di far conoscere il territorio del quartiere anche ai diversamente abili.

Arriviamo a Piazzale Pablo punto di ritrovo del quartiere omonimo. Qui si svolge il mercato rionale Mercatiamo dei produttori agricoli locali, molto sensibili agli aspetti di agricoltura sostenibile. Percorriamo Via Abbeveratoia e siamo nel Parco don Enzo Valenti: qui si va a piedi e si gusta la socialità di una passeggiata circondati dal verde.


Procediamo oltre Via Volturno, per incontrare uno dei parchi più belli di Parma: oltre a vedere già le prime sfumature di verde sulle imponenti querce che si affacciano sul percorso ciclabile, si pedala a fianco a un campo (ora arato) di grano che a maggio – giugno ha dei gialli spettacolari.
Al Molinetto incontriamo i rappresentanti di quartiere che ci spiegano le varie attività e i progetti che il quartiere cerca di portare avanti, ad esempio la ciclabile della Duchessa.
Attraversato il Ponte della Navetta, approdiamo nel quartiere Montanara dove all’Emporio Solidale Giovanna ci descrive vari progetti anti spreco che in questo luogo vengono realizzati, tra i quali il recupero di biciclette per persone svantaggiate ad opera di volontari Fiab (Bici solidali)..

Raggiungiamo i vicini Orti Sociali del Cinghio dove Enrico O. ci illustra il recupero dell’umido in compost con la collaborazione di Iren. Iniziando una produzione di compostaggio familiare si possono ottenere vari benefit.

Infine, siamo passati per il Bosco della Memoria, piantato ex novo e recentemente inaugurato, in ricordo di tutte le vittime del covid.
Al ritorno nella sede del Bizzozero siamo accolti calorosamente dalle resdore con focacce, torta fritta e affettati rinomati. Ecco, se non avessimo avuto questo formidabile mezzo di trasporto, la bicicletta, tutto questo tragitto non sarebbe stato possibile. Esso infatti ci ha reso, come dico io, “ubìci” cioè ovunque in bici. Perciò con queste parole vorrei chiudere questo resoconto: siate ubìci siate, ovunque in bici!

Elio Ascoli Marchetti
Numeri: 28 partecipanti; 25 km percorsi; 12 parchi raggiunti; 2 Orti Sociali; 3 ponti attraversati.
Ringraziamenti ad Andrea e Franca, Giovanna M., Giancarlo L., Francesca R., Giancarlo, Rita R., Bruna, Enrico O., Rita B.
