Lezioni di greco (Tempo di lettura: 7 minuti)
DI PAOLO GANDOLFI – ARCHITETTO, ESPERTO IN MOBILITÀ E PROGETTAZIONE URBANA
Voluti dal premier (di centrodestra) Mitsotakis, approvati dal Parlamento di Atene, i 30 all’ora nei centri urbani sono legge dello stato. Da noi restano un tabù.
È ufficialmente in vigore la legge approvata dal Parlamento di Atene che riduce a 30 km/h il limite di velocità nelle strade urbane in Grecia. Questo è un grande risultato da parte di uno dei Paesi con il tasso di mortalità sulle strade più alto in Europa, persino peggiore dell’Italia. Il governo greco, di centrodestra, nel 2021aveva lanciato il piano per la sicurezza stradale con molti contenuti innovativi, tra questi la riduzione del limite di velocità nelle strade delle città da 50 a 30 km orari. Nell’estate 2025 il Parlamento ha approvato la legge e in gennaio il nuovo limite è entrato in vigore. In mezzo, nel 2023, ci sono state elezioni che il premier Mitsotakis ha rivinto, vedendo premiata la sua scelta di puntare alla salute dei concittadini più che al consenso sui social. La Spagna aveva già fatto la stessa cosa nel 2021, a questo punto l’Italia rimarrà sola con Romania e Bulgaria in testa all’infame classifica dei morti sulle strade.
IL LIMITE E I CONTROLLI
Il tema della velocità, di cui l’abbassamento dei limiti è solo una parte della soluzione, è il fattore chiave per vincere la sfida della sicurezza stradale. Questa è un’evidenza incontrovertibile a cui sorprendentemente si nega il governo Italiano, che non solo non agisce in tal senso, ma opera in direzione contraria, sia contrastando i comuni che vogliono agire, sia limitando i controlli. Tra le azioni messe in campo dal governo greco c’è invece anche quella di sistematizzare i controlli. Nel suo documento strategico si mette l’eccesso di velocità al primo posto tra le infrazioni da controllare e come primo obiettivo dell’azione “la fine della generalizzata credenza sull’impunità del sistema”. Come si vede non è solo la volontà di introdurre un limite di velocità più sicuro per le persone, ma anche quella di farlo rispettare, perché la prima cosa senza la seconda avrebbe un’efficacia limitata.
DATI A SUPPORTO
L’azione del governo e del parlamento greco non si basa su sensazioni, bensì su dati e ricerche, prima tra tutte quella del dipartimento di Pianificazione dei trasporti e ingegneria dell’Università tecnica nazionale di Atene, che ha analizzato gli effetti dell’applicazione dei 30 km/h in 40 città europee, scelte tra le centinaia che lo hanno applicato, valutando gli effetti sulla sicurezza, sulle emissioni in atmosfera, sul rumore, sull’energia, sul traffico, sulla vivibilità e sulla salute. Detto che le città prese in esame hanno adottato i 30 km/h in modo diverso l’una dall’altra, i risultati in quelle che l’hanno fatto in modo più estensivo sono: -23% di incidenti, -37% di morti, -38% di feriti, -18% di emissioni, -7% di consumo di carburante e -2% di congestione. In termini semplici e immediati si può dire che solo nel 2024 l’applicazione generalizzata in Italia dei 30 km/h avrebbe permesso di salvare 481 vite sulle strade delle città. Significa anche che chi contrappone al tema dei 30 km/h il problema dei tempi di spostamento, per esempio delle esigenze di chi lavora o dell’economia, mente. La congestione non aumenta, anzi cala seppur di poco, inoltre non va dimenticata la percentuale altissima di morti sul lavoro che derivano da incidente stradale.
I greci hanno deciso di fare sul serio e di salvare vite, gli spagnoli lo hanno fatto da tempo e di vite sulle strade ne salvano già molte più di noi, in Italia si fa finta di nulla. Eppure greci e spagnoli ci assomigliano in tanti aspetti, e credo che gli italiani siano pronti ad accettare i 30 km/h in città, spiegati e motivati bene. Sono i politici ad avere paura, impietriti dal presunto dissenso, ed è a loro che ci dobbiamo rivolgere perché prendano coraggio e agiscano subito.
IL NUOVO LIMITE DI VELOCITÀ È IN VIGORE DALL’INIZIO DEL 2026. E IL PREMIER MITSOTAKIS, CHE L’HA VOLUTO, HA RIVINTO LE ELEZIONI
