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SOLO IL 2,7% DEI BAMBINI ITALIANI VA A SCUOLA IN BICI. PRONTI A CAMBIARE MARCIA?

Ogni mattina, nei pressi delle scuole, si assiste a scene di traffico intenso, con veicoli parcheggiati in doppia fila, motori in funzione e un conseguente aumento del rischio di incidenti.

Il paradosso italiano è racchiuso in un numero drammatico: sebbene in Europa l’88% degli alunni viva a meno di 15 minuti di bicicletta dalla propria classe, in Italia appena il 2,7% dei bambini ci va pedalando [1]. Non si tratta di pigrizia o di morfologia del territorio, ma di una precisa barriera sistemica legata alla sicurezza e allo spazio rubato.

I dati epidemiologici della letteratura scientifica internazionale dimostrano che l’asservimento dello spazio pubblico a favore dei veicoli a motore danneggia direttamente la salute psicofisica dei più piccoli. Gli incidenti stradali rimangono una delle primissime cause di mortalità e lesioni gravi tra i bambini e i giovani in Europa [2]. Due collisioni ciclistiche su tre coinvolgono impatti diretti con autoveicoli, specialmente in prossimità delle pertinenze scolastiche, dove l’assenza di percorsi protetti e la sosta selvaggia azzerano la visibilità reciproca tra conducenti e pedoni [3].

Oltre al rischio traumatico, i motori lasciati accesi durante l’attesa del suono della campanella creano un’emergenza tossicologica invisibile ma devastante. Gli studi epidemiologici longitudinali sul campo dimostrano che l’esposizione cronica agli inquinanti atmosferici da traffico (TRAPs) all’interno e all’esterno delle scuole — in particolare al carbonio e al biossido di azoto — rallenta lo sviluppo cognitivo dei bambini [4]. Questa stimolazione tossica altera lo sviluppo neurologico, riducendo in modo misurabile la memoria di lavoro e la capacità di attenzione nel tempo [4].

Al contrario, la ricerca clinica evidenzia come l’ Active School Travel (AST), ossia lo spostamento attivo a piedi o in bicicletta, generi benefici neuropsicologici immediati. Muoversi in autonomia non solo contrasta l’obesità infantile e migliora la salute cardiorespiratoria, ma stimola la plasticità sinaptica, incrementa i livelli di autostima, riduce i sintomi di ansia e stress e favorisce una migliore socialità tra pari, migliorando persino il rendimento scolastico nelle prime ore della giornata [5].

Dal 16 al 22 settembre torna la Settimana Europea della Mobilità (SEM 2026). Per FIAB, le “Strade Scolastiche” e le Città 30 non sono rivendicazioni ideologiche, ma interventi di salute pubblica urgenti per istituire zone di rispetto e restituire lo spazio democratico alla comunità. Anche per dare forza scientifica e istituzionale a questa battaglia, FIAB è recentemente confluita nella RIME (Rete Italiana Mobilità Equa).

La mobilità sostenibile comincia dai più piccoli. Aiutaci a liberare il loro futuro e a pretendere città a misura di bambina e di bambino.


Riferimenti Bibliografici 

  1. Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. A ruote libere: indagine sulla mobilità scolastica in Italia. Milano: FIAB Italia; 2025.
  2. European Transport Safety Council (ETSC). Reducing child deaths on European roads. PIN Flash Report 43. Brussels: ETSC; 2022.
  3. Uhr A. Gli incidenti ciclistici nei bambini in età scolare: dinamiche di collisione e fattori di rischio. Berna: Ufficio prevenzione infortuni (Upi); 2021.
  4. Sunyer J, Esnaola M, Alvarez-Pedrerol M, Forns J, Rivas I, López-Vicente M, et al. Association between traffic-related air pollution in schools and cognitive development in primary school children: a prospective cohort study. PLoS Med. 2015;12(3):e1001792. doi:10.1371/journal.pmed.1001792.
  5. Larouche R, Saunders TJ, Faulkner G, Colley R, Tremblay M. Associations between active school transport and physical activity, body composition, and cardiovascular fitness: a systematic review of 20 years of evidence. Int J Behav Nutr Phys Act. 2014;11(1):15. doi:10.1186/1479-5868-11-15.

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