Domenica a Casa Cervi (col pensiero)


Nel programma Pedalart Parma2020  domenica 19 aprile  era dedicata  al percorso PR3  “LA RESISTENZA A PARMA E IL MUSEO CERVI”

 (https://www.tourer.it/itinerari?id=1www.andiamoinbici.it)

Per stimolare il vostro interesse e … qualche rimpianto, vi mandiamo la descrizione del percorso che avremmo fatto, se non fossimo chiusi in casa.  Il tutto è solo rimandato…. Autore dell’articolo: Gino Ferri 

La famiglia Cervi. In piedi, da sinistra: Ovidio, Diomira, Gelindo, Aldo, Antenore, Rina, Ettore. Seduti, da sinistra: Ferdinando, Alcide, Genoeffa, Agostino

Gita FIAB in visita a casa Cervi.

Si va / si sarebbe andati infatti in quel grande luogo di memoria contadina e insieme antifascista che è la cascina dove la famiglia Cervi visse e operò dai primi anni ’30 diventando un esempio di emancipazione contadina (da mezzadri ad affittuari) e di innovazione nelle tecniche agricole (pionieri nella bonifica dei terreni “ incoltivabili ” e nel miglioramento delle colture).  La stessa cascina che, da “ focolaio” antifascista durante la guerra a base di appoggio partigiana con l’inizio della Resistenza, fu attaccata e incendiata e i suoi uomini imprigionati dalle milizie fasciste fino a quell’epilogo enorme che fu l’eccidio dei sette fratelli il 28 dicembre 1943.
La stessa cascina che Papà Cervi,Alcide, da sopravvissuto seppe far ripartire con l’aiuto delle donne e dei nipoti, è diventata l’incarnazione di una incrollabile volontà positiva testimoniata nel suo libro di memorie e nei tanti incontri pubblici che tenne fino alla sua fine avvenuta il 27 marzo del 1970, giusto 50 anni fa. E si può aggiungere che grazie a lui la cascina è poi diventata museo-istituto Cervi a cui si è potuta aggiungere una ampia moderna appendice per ospitare la biblioteca-archivio centro studi Emilio Sereni, lascito del grande studioso e storico dell’agricoltura che sapeva di lasciarla in buone mani.
Nel momento in cui, perdurando il virus, dobbiamo rinunciare alla gita che avrebbe inaugurato il “percorso Museo Cervi” ci sembra giusto almeno ricordare la speciale importanza ( e vicinanza) di questa meta, presidio di memoria ma anche di educazione alla democrazia, sede di incontri culturali e di studio di alto livello oltre che di feste popolari partecipatissime come il 25 Aprile e il 25 Luglio. Forse, proprio in quest’ultima data, per la prossima festa della Pastasciutta rossa si può sperare di riprogrammare la gita annullata oggi. Con tutta l’emozione che può dare l’arrivarci per strade basse e silenziose di campagna. Come diceva Papà Alcide nel suo libro : “ quando vado a Campegine non ci vado per la strada dritta ma per i campi per osservare le colture “.
Ricordiamo che il percorso si componeva di sei tappe cittadine a legare Casa Cervi con altrettanti luoghi significativi e simbolici dall’Occupazione alla Resistenza alla Liberazione, scelti e descritti a cura di Marco Minardi dell’Istituto Storico ISREC di Parma:
Il percorso vuole fare conoscere i luoghi simbolo della lotta antifascista a Parma (https://www.istitutostoricoparma.it) e il museo dedicato al sacrificio dei 7 fratelli Cervi (http://www.istitutocervi.it/museo-cervi).

https://www.tourer.it/itinerari?id=1

1. tappa: Monumento al Partigiano. Il monumento alla Resistenza mostra i due momenti essenziali della lotta partigiana: il guerrigliero, fiero, sui monti e il patriota fucilato contro un muro. La lotta e il sacrificio, due componenti della scelta che molti volontari fecero, contribuendo alla sconfitta dell’esercito d’occupazione tedesco e a sconfiggere definitivamente ciò che restava del fascismo.

2. tappa: Piazza Garibaldi (Palazzo del Governatore). Sede della strage di fine agosto 1944: sette tra partigiani e antifascisti fucilati dalla Brigata nera. Il momento più drammatico e violento della guerra civile a Parma.

3. tappa: Palazzo Marchi (Sede del Comando militare provinciale della RSI). Azione coraggiosa e pericolosa attuata da un gruppo appartenente alle Squadre d’azione patriottica (SAP) di Parma che riesce a sottrarre armi dai depositi del comando senza essere scoperti. Dimostrazione di coraggio e del buon livello raggiunto dal movimento clandestino parmigiano.

4. tappa: Borgo Padre Onorio (assassinio di padre Onorio Rossi). I giorni della ritirata, i tedeschi abbandonano la città e il parmense saccheggiando e uccidendo chi tenta di ostacolarli.

5. tappa: P.le Risorgimento, Palazzo Rolli (Viale San Michele) e Stadio Tardini. Il palazzo, sede dei servizi di sicurezza tedesche (Sicherheitspolizei) dalla quale passarono tutti i partigiani e gli antifascisti catturati e deportati nei campi di concentramento nei territori del Reich, fu tra gli ultimi presidi a cadere nei giorni della Liberazione. Un nucleo di fascisti catturato nei giorni della Liberazione venne processato e fucilato nelle strutture dello stadio Tardini dando seguito agli ordini impartiti dagli Alleati e dal Comando generale partigiano di passare per le armi tutti coloro che non deponevano le armi e continuavano a sparare su partigiani e militari alleati.

6. tappa: Cittadella (caserma e carcere tedesco)  Sede militare (tedesca e RSI) durante i venti mesi di occupazione e carcere per prigionieri alleati fuggiti l’8 settembre ’43 dai campi di prigionia e per antifascisti, disertori e partigiani.

7. Si esce dalla città per raggiungere il Ponte Enza. L’aviazione alleata tentò di distruggere il ponte sull’Enza, struttura d’importanza strategica per i collegamenti militari tedeschi nel retrofronte senza riuscire però a colpirlo.

8. Si prosegue per arrivare alla Casa Museo Famiglia Cervi a Praticello di Gattatico.

Il ritorno avviene per la stessa strada.

Km 48

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